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Feb 08

Sanremo2017, review della prima serata

Tra sorprese, delusioni, rotture di coglioni, la prima serata è andata. Una menzione particolare va a Paola Cortellesi, la più intonata sul palco (LOL).

Per quanto riguarda lo show nulla di particolare, si poteva fare di meglio. Conti fa il solito lavoro preciso, meticoloso, Maria De Filippi ci mette il suo “stile”, se così si può chiamare. Ma a me è sembrata ancora un po’ non a pieno regime. Stasera sicuramente si troverà più a suo agio. La cosa più bella è stata la grafica di presentazione dei cantanti, molto in stile eurovisivo. Ovviamente il caro Fegiz nel dopofestival ha dovuto dire che faceva schifo, perché sembrava “COPIATA DA…”. Per fortuna non ha finito la frase. Senti vecchio, hai rotto il cazzo, vai alla bocciofila che del parere tuo e dei tuoi sedicenti colleghi sinceramente non ce ne facciamo un cazzo.

Raoul Bova e quell’altra? Mah. La Cortellesi e Albanese mi sono piaciuti, sarà che lei NON ME LA DOVETE TOCCARE quindi può pure andare a pisciare sul palco senza spiccicare parola che io son contento.

Su Tiziano Ferro e Ricky Martin nulla da dire, chapeau!

Altri ospiti vabbè, nulla di particolare, ci stavano dai (forse un po’ troppi però).

 

VENIAMO AI BRANI.

 

Giusy Ferreri – Fa talmente male

La canzone spacca, radiofonicissima, andrà forte. Lei ha il solito problema però, live non ce la può proprio fare. Ok, ha la scusante che con canzoni così ritmate anche la voce perfetta trova difficoltà, però insomma… se ascoltate la canzone su disco sembra tutt’altra cosa… Andrà allo spareggio. Meritatamente? Forse si, forse no. C’è stato di peggio a mio avviso. 5 per l’esibizione (sono buono), 8 per il brano… 6,5

 

Fabrizio Moro – Portami via

Io in genere non lo reggo, poi quando ha cominciato a esprimersi sulla politica lasciamo perdere. Però mi ha stupito, la canzone mi piace, può fare bene. Sul palco ha tentato di “ripulirsi” con un look da frequentatore di centri sociali che cerca di darsi un tono per il battesimo del nipotino, con scarso successo. Dell’esibizione avrei cambiato solo quello. (Ma quanto mi piace la copertina del singolo?). 6

 

Elodie – Tutta colpa mia

Chiudete gli occhi, immaginatevi Emma Marrone che canta questa canzone dopo aver ingurgitato mezza boccetta di lexotan. Perché il brano tra gli autori ha proprio Emma, e si sente ‘na cifra. Va via liscia liscia, potente ma senza prenderti a pugni nello sterno, trasmette quello che deve facendolo bene. Lei brava e pur essendo in mezzo a colleghi esperti per la prima volta non sfigura affatto. Brava, se escludiamo i capelli, le sopracciglia e quel crocifisso tatuato. Per ora è da prime posizioni. 7.5

 

Lodovica Comello – Il cielo non mi basta

I soliti cialtroni espertoni di musica ce l’hanno presentato come un brano ritmato, “DA BALLARE” (???!?!?!?!?!?). Ma dove? È stata la delusione della serata. E io che mi aspettavo un leggero puttan pop e già la sognavo all’Eurovision… STOCAZZO. Lei è stata imprecisa, ma potremmo anche perdonarglielo, il problema è la canzone. Sembra una cosa scartata all’ultimo da un musical su “La bella addormentata nel bosco” e mi chiedo perché debbano rovinare i cantanti buttandoli nella mischia con robe simili. Come al solito le cose inutili mi piacciono, quindi eviterò di essere troppo cattivo. Lei una gnocca della madonna comunque 4.5

 

Fiorella Mannoia – Che sia benedetta

Vedi un po’ Fabrizio Moro. Fai quello che sai fare, che lo sai far molto bene. Non metterti a far discorsi politici da paladina dei poracci perché di “KA$TA & HONESTA’!!!1!!!1!!” ne abbiamo fin sopra i coglioni. Brava, emozionante, piena, energica, uno sganassone in faccia che ti fa dire “vabbè questa vince, sta una spanna sopra”. Perché l’hanno pensato in tanti, ma ricordiamoci che Sanremo spesso non è scontatissimo.  8-

 

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso

Vedi Giusy Ferreri. Canzone ritmata, difficile da cantare, ma un po’ un disastro. Anche lui andrà forte nelle radio e non perché le ragazzine si strappano i capelli, ma perché porta qualcosa che per la musica italiana non è convenzionalissimo. Se cantasse PERFETTAMENTE e lo facessero muovere un po’ di più sul palco sarebbe una buona proposta per l’Eurovision. “Stasera ho aperto uno spiraglio nel tuo intimo”. MUOIO. Diciamo… 7-

 

Al Bano – Di rose e di spine

Una canzone per i nonni, lo stile è quello. Poi che ne so, magari qualcuno fa un remix… (non oso immaginarlo). Per la prima volta forse lo abbiamo sentito vocalmente un po’ in difficoltà soprattutto all’inizio, ma ragà, fa 74 anni a Maggio, è reduce da un infarto se non sbaglio… tanto di cappello oh! Certo che poteva presentarsi con la ex moglie e fare una “Felicità 2.0”, non ci sarebbe dispiaciuto mica tanto… SENZA VOTO

 

Samuel – Vedrai

Peròòòòò… mi piace, mi piace. M’immaginavo qualcosa di più subsonicizzante, e invece m’ha confuso in un primo momento. Oddio, ma mandarlo in Ucraina? All’Eurovision naturalmente. 7+

 

Ron – L’ottava meraviglia

Tutto il rispetto per l’artista, ma preferisco non esprimermi. Scusate. A rischio eliminazione, forse il televoto non gli giova… SENZA VOTO

 

Clementino – Ragazzi fuori

A me Clementino sta simpatico, la canzone mi piace. È rap, il testo conta. Ok, non ha cantato bene, ma se le critiche mi arrivano da chi riesce a idolatrare il vecchio panzone che canta EEEEH EEEEEH EEEEEEH o altri esseri simili scusate ma io non ce la faccio. A rischio, e mi dispiace. 5.5

 

Ermal Meta – Vietato morire

Ero convintissimo lo buttassero fuori, perché Ermal Meta è quell’artista che pur facendosi il culo da anni prima ne “La fame di Camilla” poi come solista e autore di tutto rispetto per colleghi famosissimi non riceve mai il tributo che dovrebbe. E invece va avanti, meritatamente, con un pezzo ottimo su tutti i fronti. Si sente che è proprio roba sua al 100%. Mi piace. Tanto, tanto, tanto. 7.5

 

Stasera comincia la gara dei giovani e ascolteremo gli altri 11 brani. Avremo un quadro più chiaro e cominciare con i PRONOSTICI MA TANTO NON CI PRENDIAMO MAI CAZZO. Ah c’è anche la mia amicona Bianca Atzei E NON VEDO PROPRIO L’ORA MAMMA MIA CHE BELLO SONO TUTTO UN FREMITO. Naturalmente sono ironico.

 

 

 

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